con Sandra Romagnoli

Danza dell’Oriente, Raks sharki…o come la conosciamo noi in Occidente: Danza del Ventre.

La danza Orientale è una delle arti più antiche sopravvissute fino ai giorni nostri e ben lontana dall’immagine turistica che la propone come la danza della seduzione a volte volgare.

La sua origine risale al culto della Dea Madre praticato in tutto il Medio Oriente nel periodo neolitico, in Babilonia con la dea Ishtar e in Egitto con Iside. Erano danze sacre propiziatorie della fertilità che rievocavano con i movimenti sinuosi e vibratori il parto, gli elementi naturali come la luna, le onde del mare o gli animali.

All’epoca dell’Impero Romano si diffuse come danza popolare con caratteristiche diverse e con riferimenti alla vita quotidiana e usanze di ogni paese dove veniva praticata.

Successivamente fu bandita da ogni manifestazione per poi ridiffondersi con uno stile raffinato, con canoni estetici e movenze sinuose del ventre, prendendo il nome di “ Danza del Ventre “.

E’ una danza che nasce dall’interiorità e coinvolge la totalità del corpo e dello spirito. Ha tutte le caratteristiche delle discipline di sblocco psicomotorio, che parte dal gioco gioioso della danza, per arrivare a una nuova coscienza di sé attraverso movimenti che coinvolgono il fisico fin nelle sue parti più sconosciute e allo sblocco emotivo: quindi all’accettazione di se stessi e del proprio corpo al di là dai canoni imposti dalla società.

E’ una danza che celebra la femminilità con tutta la sua energia creativa, i movimenti morbidi, rotondi ma anche scattanti, sono l’unione del cielo e della terra, del maschile e del femminile … del Sole e della Luna.

I suoi movimenti armonici favoriscono una sensibile indipendenza dei movimenti del bacino che inducono, fra l’altro, una correzione dei difetti posturali della colonna vertebrale, migliorano il tono muscolare, la circolazione sanguigna e la funzione intestinale. Per questi motivi è una danza che si può fare a qualsiasi età e non richiede né doti né corporature particolari; per le sue origini ancestrali è addirittura indicata in gravidanza.